La Valutazione dello Studio Professionale

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Premessa

Oggi dottrina e giurisprudenza, sulla scia di una serie costante di provvedimenti, sia a livello nazionale che comunitario, sono concordi nell’affermare che sia possibile accostare lo studio professionale e le società tra professionisti alle figure dell’azienda e dell’imprenditore. Ad oggi, la prassi tende quindi ad utilizzare anche per gli studi professionali i metodi valutativi tradizionalmente utilizzati per le aziende, ma con opportuni adattamenti in quanto la peculiarità, in questi casi, è rappresentata dall’elemento personale soggettivo, di natura immateriale, derivante dal rapporto fiduciario (intuitus personae) tra professionista e cliente. 

Proprio la particolarità del rapporto professionista-cliente e il proliferarsi, negli ultimi anni, di operazioni di fusione e acquisizione di studi professionali ha messo in luce il delicato problema dell’attribuzione di un valore al target.

Per la valutazione di uno studio professionale si utilizzano metodi di valutazione mutuati dalle operazioni M&A aziendali facendo attenzione ad alcuni elementi specifici della realtà professionale.

Per quanto concerne le aziende, da parte dell’imprenditore, conoscerne il valore è fondamentale per assumere decisioni fondamentali quali acquisizioni, cessioni, investimenti e finanziamenti.

Di solito il valutatore opta per un metodo principale al quale si affianca un metodo di “controllo” che ha lo scopo di verificare l’accettabilità dei valori determinati con il metodo principale.

Anche il commento ai nuovi principi italiani di valutazione (PIV) emanati dall’OIV indica come

In linea di principio è da raccomandare che la valutazione sia basata quanto meno su di un metodo fondato sui flussi ed un metodo capace di generare una stima comparativa di mercato.

I metodi di valutazione per operazioni di fusione e acquisizione di aziende

Normalmente, nella prassi quotidiana, le operazioni M&A di aziende avviene in tre fasi:

  1. sottoscrizione di un contratto preliminare (subordinato all’esito di una due diligence);
  2. predisposizione di una due diligence;
  3. sottoscrizione di un contratto definitivo (a seguito della redazione della due diligence) con il conseguente passaggio di proprietà.

Il tutto, però, ha origine da una valutazione dell’azienda (utilizzando i vari metodi a disposizione del valutatore) che consiste in un processo finalizzato alla stima del suo valore.

Ovviamente, i metodi di valutazione cambiano con il cambiare del contesto in cui si rende necessaria la valutazione dell’azienda. 

Vediamo, di seguito, in cosa consistono i vari metodi di valutazione.

I metodi di valutazione d’azienda in base all’operazione M&A

Per quanto concerne la valutazione d’azienda a seconda del tipo di operazione  l’esperto valutatore deve individuare il corretto metodo di valutazione aziendale.

Infatti, tra i metodi più utilizzati abbiamo:

  1. Per le operazioni di fusione e acquisizione (M&A) di aziende si ricorre principalmente:
  1. al metodo del Discounted Cash Flow;
  2. al metodo dei moltiplicatori di mercato e dei multipli di transazioni comparabili.

Così come anticipato precedentemente nelle operazioni di fusione e acquisizione di aziende l’attribuzione di un valore ha la finalità di essere un punto di partenza per la negoziazione tra venditore e potenziali acquirenti.

  1. Per le operazioni finalizzate alla quotazione nei mercati finanziari la valutazione ha l’obiettivo di contribuire al processo di pricing dei titoli da collocare presso gli investitori e si basa principalmente:
  1. sul metodo finanziario
  2. sul metodo dei multipli di mercato,
  1. Per le opportunità di private equity e venture capital la valutazione ha la finalità di stabilire il presumibile prezzo di realizzo della partecipazione acquisita che consente di ottenere un tasso di rendimento prefissato. Di solito si utilizzano i seguenti metodi:
  1. Il metodo del discounted cash flow
  2. L’adjusted present value (APV) il quale determina il valore dell’azienda utilizzando flussi di cassa parziali e ipotizzando che l’azienda sia completamente finanziata con equity.
  1. La valutazione, infine, può essere utilizzata come “auto-diagnosi” ha, tra gli altri, l’obiettivo di supportare le scelte di gestione a la misurazione del valore creato dall’azienda. Molto utilizzato per l’auto analisi è il metodo del discounted cash flow

I vari metodi di valutazione a confronto (cenni)

Discounted Cash Flow

Consiste nel correlare il valore dell’azienda alla capacità di produrre in futuro flussi finanziari idonei a soddisfare le aspettative di remunerazione del capitale investito da parte di un investitore. Questo metodo consiste dalla somma dei seguenti componenti:

  1. il valore attuale dei flussi di cassa operativi netti che sarà in grado di generare in futuro (scontati ad un tasso di attualizzazione pari al costo medio ponderato del capitale); 
  2. la posizione finanziaria netta, ovvero la differenza tra debiti finanziari, disponibilità finanziarie e titoli a reddito fisso prontamente liquidabili;
  3. il valore di mercato di eventuali attività non inerenti alla gestione caratteristica (se esistenti).

Metodo dei multipli di mercato

Tale metodo si fonda sul prezzo di attività comparabili (come, ad esempio, società quotate appartenenti allo stesso settore) e si concretizza nel moltiplicare una grandezza economica (i ricavi, l’Ebitda, l’Ebit, etc) della società oggetto di valutazione per un multiplo di una società comparabile.

Questo metodo di valutazione è utilizzato sia come metodo di valutazione principale sia come metodo di controllo.

valutazione studio moltiplicatore

L’adjusted present value (APV)

Tale metodo determina il valore dell’azienda utilizzando flussi di cassa parziali e ipotizzando che l’azienda sia completamente finanziata con equity.

Questo metodo di valutazione è utilizzato sia come metodo di valutazione principale sia come metodo di controllo.

La valutazione dello studio professionale

Commercialista, tributarista e consulente del lavoro

Per quanto concerne tali professioni nella prassi italiana si utilizza un modello valutativo della clientela professionale che si concretizza in una combinazione fra metodo dei multipli di transazioni comparabili e metodo reddituale-finanziario. Per un approfondimento è possibile consultare l’articolo Cessione Studio Commercialista: l’importanza del metodo valutativo adottato.

Inoltre, si sta diffondendo una nuova metodologia di calcolo del multiplo, finalizzata a perfezionare la procedura di valutazione di uno studio professionale. Questo innovativo metodo di calcolo è basato sulla tecnica statistica della regressione. L’analisi della regressione è una tecnica usata per analizzare una serie di dati che consistono in una variabile dipendente e una o più variabili indipendenti. Lo scopo è scoprire le eventuali relazioni funzionali esistenti tra la variabile dipendente e le variabili indipendenti. Per un maggiore approfondimento è possibile consultare l’articolo La tecnica statistica della regressione per la valutazione di uno studio professionale

Con tale approccio si passa da una valutazione di tipo empirico ad una valutazione di tipo scientifica eliminando, di fatto, eventuali futuri dissidi tra cedente ed acquirente.

Studi legali

Per quanto concerne gli studi legali occorre evidenziare la particolarità del rapporto tra il professionista ed il cliente. Infatti, nella maggior parte dei casi non si rileva una “continuità” del rapporto così come avviene per i commercialisti ed i consulenti del lavoro. Nel caso di studi di avvocati si ritiene che il metodo di valutazione idoneo sia rappresentato dal multiplo dell’EBITDA che deve tenere conto della redditività media degli ultimi anni (di regola 3). Inoltre, ai fini di migliorare i flussi finanziari, il “pacchetto clienti” è comprensivo delle pratiche pendenti. Per un approfondimento si può consultare l’articolo Cedere Studio Legale: il Metodo MpO 

Dentisti

Nella valutazione di un’attività professionale odontoiatrica, strutturata in forma di studio individuale, associata o ambulatoriale, nella prassi italiana si adotta un sistema di valutazione misto, risultato di una combinazione fra il metodo reddituale e il metodo dei multipli di mercato quale metodo di confronto, attraverso il quale è possibile valutare la convenienza dell’investimento nel breve/medio periodo tenendo in debita considerazione anche le dinamiche del mercato attuale.

Sulla base del metodo reddituale, si procede con la normalizzazione dei conti economici del periodo di riferimento (in genere ultimi 3 anni o, qualora non disponibili, il minor periodo a disposizione) al fine di determinare il risultato ante-imposte depurato da ricavi e costi non inerenti l’attività oggetto di analisi (es. gestioni accessorie o politiche di bilancio/fiscali), sul quale andrà ricalcolato il relativo impatto fiscale. Il reddito così individuato costituisce la grandezza da proiettare nel breve/medio periodo, tenuto conto di possibili evoluzioni future (es. correttivi di crescita supportati da adeguate motivazioni, investimenti).

Completano l’analisi l’individuazione del tasso di attualizzazione dei redditi attesi e la riclassificazione dei conti economici previsionali.

La riclassificazione dei conti economici previsionali è finalizzata ad evidenziare i margini intermedi (Ebitda, Ebit, Risultato ante-imposte) e i risultati netti post-imposte da attualizzare per la stima del valore finale.

In una seconda fase MpO & Partners, sulla base di un’analisi congiunta di tutti gli elementi che caratterizzano l’attività, sia contabili (fatturato, costi, margini) che extracontabili (tipologia di attività, organizzazione, brand, ubicazione ecc.), individua il multiplo sul fatturato che consentirà di determinare il congruo valore di cessione dello studio.

Il valore finale così determinato:

  1. comprende il valore dei beni strumentali funzionali alla produzione del risultato ante-imposte (arredi, macchine d’ufficio, attrezzature), in considerazione dell’obsolescenza degli stessi, salvo casi specifici in cui è opportuno valutarli separatamente rispetto al suddetto valore perché ad esempio alcuni cespiti hanno un valore aggiunto rilevante (es. attrezzature innovative con particolari tecnologie) oppure perché non è previsto che siano valutati in ipotesi di passaggio esclusivo di pazientela;
  2. non comprende crediti, debiti e rimanenze.

Per un maggiore approfondimento è possibile consultare l’articolo La valutazione di uno Studio Odontoiatrico.

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