AIM Italia: Il Mercato Azionario per quotare il tuo Studio Professionale

18 Luglio 2018 / Articoli, News / Giangiacomo Buzzoni

Dopo l’esperienza positiva di AIM UK, il primo dicembre 2008 è stato lanciato anche in Italia il mercato dedicato alle piccole realtà dinamiche, gestito e organizzato da Borsa Italiana. L’obiettivo è quello di rispondere alle richieste del tipico tessuto imprenditoriale italiano e assecondarne i progetti di sviluppo, abbattendo le barriere che hanno tenuto lontano dal mondo finanziario le piccole e medie imprese.

Il target è infatti rappresentato da piccole e medie imprese impegnate in progetti di crescita credibili e sostenibili all’interno di settori in espansione, in grado di attrarre una platea diversificata di investitori e di non ledere la reputazione del mercato.

Essendo un MTF (Multilateral Trading Facility) non è un mercato regolamentato ai sensi della Direttiva MiFID e permette di godere dei benefici derivanti dalla quotazione con un percorso di accesso più semplice e a costi più contenuti rispetto al MTA (Mercato Telematico Azionario): in particolare sono previsti, oltre ad una procedura di ammissione più rapida di quella prevista per il mercato principale, requisiti di ammissione semplificati quali il flottante minimo ridotto (10%) e l’assenza di una capitalizzazione minima richiesta (ai fini della stabilità del titolo è comunque consigliabile un valore prossimo ai 40M€).

Principale caratteristica di AIM Italia, e contropartita dell’evidente flessibilità concessa ai fini dell’ammissione delle azioni, è la necessità di procedere alla nomina, da parte della società quotanda, del Nominated Adviser (Nomad). I Nomad sono quei soggetti – banche, SIM, boutique di corporate finance ecc. – noti al mercato e con adeguata professionalità, ovvero che hanno maturato un track record di operazioni rilevanti, iscritti nell’apposito registro tenuto da Borsa Italiana.

Il Nomad è il responsabile nei confronti di Borsa Italiana della verifica dell’appropriatezza dell’emittente per l’ammissione delle azioni ed è inoltre responsabile dell’attività di assistenza e di supporto dell’emittente nel rispetto dei compiti e delle responsabilità derivanti dal Regolamento Emittenti, sia in occasione dell’ammissione sia successivamente e su base continuativa. Inoltre, durante tutto il processo, provvede a coordinare i vari consulenti coinvolti.

Altra entità rilevante sul mercato sono poi le Special Purpose Acquisition Company (o SPAC). Le SPAC sono veicoli di investimento non operativi costituiti per raccogliere capitali attraverso la quotazione su AIM, capitali che saranno destinati ad un’operazione di acquisizione di una o più società operative target. La società target si ritroverà quindi quotata sullo stesso mercato “saltando” il normale iter.

Al momento su AIM Italia sono quotate più di 100 società operanti in diversi settori, per una capitalizzazione complessiva di 7 miliardi di euro. La raccolta totale sul mercato per queste società è stata di oltre 3 miliardi di euro, di cui 1,1 miliardi raccolti nel solo 2017.

La quotazione media ha fino ad oggi avuto ad oggetto un flottante del 20% con una raccolta di 9 milioni di euro, laddove il 45% degli emittenti ha una capitalizzazione inferiore ai 50 milioni di euro.

AIM Italia si presenta quindi come un potenziale volano anche per la crescita per gli studi professionali di grandi dimensioni, che potrebbero sfruttare da un lato l’attuale dinamismo del mercato dell’M&A di professionisti e dall’altro la potenza di fuoco del mercato finanziario.

A completamento di quanto sopra esposto, si evidenziano gli incentivi alla quotazione e stimoli all’investimento attualmente presenti, che rendono ancora più appetibile l’opzione quotazione, quali:

  • Agevolazioni alla quotazione per PMI: la legge di bilancio 2018 ha introdotto un credito d’imposta pari al 50% dei costi di consulenza legati alla quotazione di PMI in Borsa;
  • PMI innovativa: gli investimenti in PMI innovative, detenuti per almeno 3 anni, consentono una detrazione IRPEF del 30% dell’investimento per le persone fisiche o di una deduzione dell’imponibile IRES del 30% per le persone giuridiche.