Vendita studio professionale e Ced: la cessione quote di Srl non è cessione di azienda

a cura di MPO & Partners M&A

Cessione partecipazioni – srl – imposta di registro – elusione – annullamento avviso di rettifica

La cessione di partecipazioni sociali non è riqualificabile in una cessione d’azienda da parte dell’amministrazione finanziaria; questa la decisione della Commissione Tributaria Regionale di Milano nella recente Sentenza n. 94 del 27/09/2012.

Il fatto, avvenuto nel 2008, consiste nella cessione della totalità delle partecipazioni di una società a responsabilità limitata a seguito della quale l’Agenzia delle Entrate ha emesso avviso di rettifica e liquidazione per maggiore imposta di registro, ipotecaria e catastale (oltre sanzioni e interessi), ritenendo l’operazione ‘chiaramente elusiva’ consistente nel trasferimento indiretto dell’azienda e riqualificandola in una cessione di azienda, sulla base dell’art. 20 DPR 131/1986.
La CTR Milano ha annullato l’avviso di rettifica e liquidazione e ha affermato che ‘nel caso in esame non si è in presenza di elusione d’imposta, così come sostenuto dall’ufficio, in quanto parte ricorrente non ha raggirato norme fiscali, pertanto le complessive imposte da versare devono essere la diretta conseguenza della lettura dell’atto stesso. L’atto era stato battezzato compravendita di quote e, quindi, l’ufficio non poteva sbattezzarlo a suo piacimento’.

In particolare, secondo la Commissione, l’Agenzia delle Entrate ‘ha fatto ricadere nella fattispecie di cui all’art. 20 del D.P.R. n. 131 del 1986 l’atto di cessione d’azienda, tanto che lo stesso è giunto persino alla valorizzazione dell’azienda medesima (che non era tenuto a fare); le scelte economiche devono essere lasciate alla libertà dell’imprenditore e, pertanto, i fatti aziendali che ne derivano non possono subire un’analisi critica o essere stravolti dall’amministrazione finanziaria. L’imprenditore deve essere autonomo di fare le selezioni economiche che meglio gli si addicono nel contesto sociale in cui si trova, senza elementi di criticità e di censura o di stravolgimento totale che, purtroppo, portano ad interpretare in modo diverso, e quindi sbagliato, il negozio giuridico compiuto dallo stesso’.

La sentenza costituisce un elemento importante a completamento del quadro già delineato in un precedente approfondimento a cura di MPO & Partners, pubblicato il 3 ottobre scorso (‘Abuso del diritto: cessione di quote non riqualificabile in cessione di azienda’).
Nello specifico, l’articolo esaminava il trasferimento del centro elaborazione dati, strutturato in forma societaria, spesso affiancato all’attività di consulenza ed assistenza di uno studio professionale e si rilevava che, nella prassi, in ipotesi di cessione delle partecipazioni del Ced, le parti coinvolte nell’operazione spesso si chiedono se l’Amministrazione Finanziaria abbia o meno il potere di riqualificare il contratto di cessione quote in una cessione di azienda/ramo d’azienda.
Si giungeva alla conclusione che tale preoccupazione fosse in realtà infondata perché la cessione di alcune o di tutte le quote sociali non configura una cessione di azienda; le ragioni di tali affermazioni si rilevavano, nell’ambito delle imposte dirette, nel quadro normativo e giurisprudenziale (relazione governativa al D. Lgs. 358/97; Cass. Civ. Sent. 16030/2010; Cass. Civ. 1786/1981; Comm. Trib. Centr. Decis. 7826/1984) mentre, nell’ambito delle imposte indirette, nelle Risoluzioni n. 251368/1983 e n. 310356/1989 del Ministero delle Finanze e nello Studio n. 170/2011/T del Consiglio Nazionale del Notariato.
Tutto ciò è nuovamente confermato dalla recente sentenza della CTR Milano, con riferimento al caso specifico delle società a responsabilità limitata.

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