Cedesi studio commercialista. La Legge di Bilancio 2107

a cura di MPO & Partners

Molto frequentemente il professionista per svolgere l’attività di acquisizione, analisi ed elaborazione dati si avvale di una struttura costituita sotto forma societaria. In questo caso la cessione dello studio professionale può realizzarsi sia mediante un contratto di cessione di azienda o di ramo d’azienda (oggetto di ulteriori approfondimenti) sia attraverso la cessione di partecipazioni.

Un’operazione di cessione di quote di uno studio commercialista (tributarista, consulente del lavoro, etc.) consiste nel trasferimento di proprietà di una partecipazione che si possiede all’interno di una società e può trovare applicazione per tutte le professioni, con le eventuali limitazioni previste dalle normative vigenti, per le quali è data la possibilità di svolgimento sotto forma societaria.

Come ampiamente analizzato in precedenti articoli l’operazione di cessione dello studio di commercialista (o di altri professionisti), attraverso il negozio giuridico della cessione di partecipazioni, non può configurarsi quale cessione di azienda

Scopo del presente articolo è quello di analizzare, ai fini reddituali, il trattamento delle plusvalenze e minusvalenze, derivanti da cessione di partecipazioni societarie, realizzate da persone fisiche che non svolgono attività d’impresa.

A tal proposito si evidenzia che la Legge di Bilancio 2017 (di cui si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) prevede la rivalutazione delle quote detenute da persone fisiche alla data del 1° gennaio 2017.

In buona sostanza il contribuente ha la possibilità (del tutto facoltativa) di aggiornare il costo fiscale della partecipazione al valore indicato nella perizia ai soli fini di cui all’articolo 67 del TUIR, ovvero per la determinazione della plusvalenza quale capital gain.

Per quanto riguarda le quote di partecipazione in società detenute da persone fisiche o società semplici (e quindi al di fuori di un’attività d’impresa), le condizioni sono le seguenti:

  • possesso della partecipazione alla data del 1° gennaio 2017;
  • redazione di una perizia giurata di stima entro il 30 giugno 2017;
  • versamento dell’imposta sostitutiva dell’8% sull’intero valore risultante dalla perizia entro il 30 giugno 2017, oppure pagamento in tre rate annuali di pari importo di cui la prima entro il 30 giugno 2017.

Si rileva, infine, che l’aliquota dell’imposta sostitutiva, che resta invariata rispetto alla precedente versione (8%) vale anche per le partecipazioni non qualificate.

Pertanto, i professionisti che hanno intenzione di cedere il proprio studio professionale utilizzando il negozio giuridico della cessione delle partecipazioni, avranno l’opportunità di usufruire delle agevolazioni contenute nella Legge di Bilancio 2017.

MPO & Partners

Cessione studio professionale. Cessione di partecipazioni. CED. Legge di Bilancio 2017